Questa Città fortificata, fu da sempre caposaldo militare, in particolar modo per la sua dislocazione strategica; Dagli antichi Romani fu chiamata roccaforte Arilica. La cittadina sin dai tempi antichi assicurava i collegamenti con il mare adriatico sorgendo tra la via Gallia e il Mincio.(fiume navigabile che arrivava fino al Po) Sul territorio è presente una rete di canali che confluiscono a formare il fiume Mincio: strutturazione che rende la cittadina diversa da tutti gli altri paesi del lago. Degli insediamenti antichi romani rimane ben poco ma fu città molto contesa dai Signori di Verona, Mantova e Venezia. Nel 1387 Gian Galeazzo Visconti conquistò Peschiera e vi fece costruire una diga più a sud, sul Mincio. La cittadina è circondata da una cinta di mura lunga di 2250 metri. Un vero fortilizio con cinque bastioni su disegno di Guidobaldo da Urbino e poi di Michele Sanmicheli. Da vedere è la storica palazzina del Sanmicheli che raccoglie cimeli del Risorgimento e della guerra del 1915-1918. Nel 1409 vi furono gli Scaligeri nel 1441 subentrarono i Gonzaga; dal 1516 diventò veneziana e nel 1550 venne costruito il bastione (per opera dell’ architetto Sanmicheli che progettò la fortezza). Nel 1796 Napoleone stabilì a Peschiera il suo quartiere generale dopo Campoformio la fortezza passò all’Austria, e dopo l’armistizio di Villafranca sotto cui rimase fino al 1866. Sotto l’Austria Peschiera divenne con Verona Mantova e Legnano una delle piazzeforti del quadrilatero proprio dalla cittadina di Peschiera il re Vittorio Emanuele III (sovrano d’Italia) decise durante la prima guerra mondiale di resistere ad oltranza sul Piave.

Peschiera fu citata come cittadina militare già nel medioevo da Dante Alighieri nella Divina Commedia nel canto “inferno”; la definisce “bello e forte arnese da fronteggiare Bresciani e Bergamaschi”. Dalla porta principale porta Verona si entra nel centro storico. Si avrà il Canale di Mezzo e il parco Catullo e tutte le zone del centro collegate da ponti sul Mincio. Oltrepassata porta Verona varco d’ingresso della città del Cinquecento. Si entra subito a sinistra nella caserma di artiglieria complesso fatto costruire dal maresciallo Radetzky. Nella palazzina neoclassica del comando del presidio ha sede il museo militare. Si arriva al porto sulla Riviera Carducci da qui partono numerose gite sul lago. Peschiera è snodo molto importante per il turismo sul Lago di Garda. Importante è anche la chiesa santuario della Madonna del Frassino, secolo XVI (meta di pellegrinaggio) dopo l’apparizione della Madonna, si trova a 2,5 km da Peschiera accanto al laghetto del Frassino, luogo ricco di opere d’arte. Tra le quali quattro dipinti di Paolo Farinati. Non lontano da Peschiera si trova anche una importante dimora storica villa Paradiso del XVII secolo. Vicino all’uscita dell’autostrada vi è San Martino, che nel 1859 il 24 giugno fu teatro con Solferino di celebri battaglie risorgimentali. Merita una sosta la visita alla torre cilindrica costruita nel 1893 (alta 74 metri) in stile neoclassico interno affrescato con episodi della sanguinosa e terribile battaglia. Vi è un museo risorgimentale, e la cappella ossario dei caduti. Dentro i 28 mila metri del centro di Peschiera vi sono la caserma militare XXX maggio ex carcere e la rocca che ospitò Dante Alighieri. Lo stato sta pensando di vendere tutti questi edifici ottocenteschi per necessità economiche. Li citiamo :

Caserma La Rocca architettura militare di fine XVI dislocate nella parte sud-est della “cittadella fortificata”, le Caserme la Rocca e XXX Maggio rappresentano gli elementi di maggior spicco degli insediamenti Scaligeri (Il cavaliere della Rocca, detto Rocca Interrata) Veneto ed Asburgico.

Caserma XXX Maggio edificio con schema planimetrico a “pettine“, costituito da un corpo lineare principale (1860-1865). Il Padiglione degli ufficiali, presenta una architettura in stile neoclassico, edificato intorno al 1820, caso “atipico” ed estremamente interessante, di un’unità di abitazione che accoglieva ventinove appartamenti. E’ una costruzione, per uso e funzione, piuttosto rara all’interno di una “cittadella fortificata”, caratterizzata di solito esclusivamente da edifici prettamente militari. Il manufatto, di forma regolare (lineare allungata), è costituito da un corpo centrale di pregio stilistico-architettonico e da due corpi laterali. L’edificio si eleva per due piani. Una cornice marcapiano delinea orizzontalmente il limite del livello terra dal piano primo. La struttura principale (fronte strada) del corpo centrale si compone, nell’ordine inferiore a bugnato liscio, di cinque archi policentrici. L’ordine superiore, sormontato da timpano con orologio, è scandito modularmente da semipilastri interposti alle finestre rettangolari timpanate, rimarcate da cornici lapidee. Molto più semplici le forme dei corpi laterali e del fronteretro. Le coperture degli edifici sono caratterizzate da tetto a padiglione con manto in coppi laterizi.

 

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